Scuola d’Amore, dalla Regione sostegno a progetti universitari di educazione all’affettività

Promuovere una cultura delle relazioni fondata sul rispetto, riconoscere il valore delle differenze e contrastare ogni forma di violenza e discriminazione attraverso l’educazione, la formazione e la cultura. È questo l’obiettivo di “Scuola d’Amore. Educazione all’affettività e all’emotività”, il progetto presentato questa mattina a Bari e promosso dall’assessorato al Welfare, nell’ambito delle politiche regionali per la prevenzione della violenza di genere e il contrasto all’omolesbobitransfobia.
L’iniziativa, prevista dall’articolo 86 della Legge regionale 31 dicembre 2024, n. 42, coinvolge l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, l’Università di Foggia e l’Università del Salento, con il contributo organizzativo e culturale di Puglia Culture e la collaborazione delle istituzioni locali. Il progetto è ispirato dall’intuizione del compianto consigliere regionale Donato Metallo, che aveva riconosciuto nell’educazione all’affettività e nella promozione di relazioni sane e consapevoli un terreno fondamentale di impegno pubblico. Un’intuizione che oggi trova attuazione in un percorso articolato, capace di mettere in dialogo competenze accademiche, esperienze associative e linguaggi artistici per affrontare questioni che attraversano la società e la vita quotidiana delle persone.
“Con Scuola d’Amore vogliamo dare concretezza a un’idea di prevenzione che non si limiti a intervenire quando la violenza si è già manifestata, ma lavori sulle sue radici culturali, sugli stereotipi e sui modelli relazionali che possono alimentarla”, ha dichiarato l’assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia, Cristian Casili. “L’educazione affettiva ed emotiva è una componente importante della crescita individuale e collettiva: significa imparare a riconoscere le proprie emozioni, rispettare i confini e la libertà altrui, affrontare i conflitti senza ricorrere alla sopraffazione e comprendere che nessuna differenza può giustificare esclusione o discriminazione. È un investimento sulla qualità della convivenza e sulla capacità delle comunità di essere più consapevoli, inclusive e giuste. Ricordare Donato Metallo attraverso un’iniziativa che porta avanti la sua intuizione significa trasformare una visione in un impegno condiviso, affinché il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona diventi un principio vissuto, non soltanto affermato”.
“Sento molto l’importanza di avviare il percorso della Scuola d’Amore, nato da una legge che il consigliere Metallo ha donato alla nostra Regione e che noi raccogliamo con la responsabilità di portarlo avanti e renderlo concreto. È un percorso ambizioso – ha dichiarato l’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta – che affronteremo insieme all’assessore Casili, con il contributo fondamentale di Alessandra Caiulo e della famiglia di Donato Metallo, e che si allargherà sempre di più alle università, alle scuole e ai presìdi territoriali che ogni giorno sono impegnati nel contrasto alle discriminazioni. Il percorso che avviamo guarda innanzitutto ai ragazzi e alle ragazze, alle bambine e ai bambini perché non è mai troppo presto per parlare di consapevolezza, rispetto e affettività. Lo faremo con la convinzione che solo attraverso un lavoro comune possiamo affrontare il momento che stiamo vivendo nel nostro Paese, nel quale l’educazione all’affettività incontra spesso resistenze e ostacoli. Accanto al lavoro con i giovani, dobbiamo però interrogarci anche sul ruolo degli adulti che non sempre sono capaci di trasmettere ai propri figli gli strumenti per comprendere come si ama, come si accoglie l’altro e come si costruiscono relazioni rispettose. Ognuno di noi ha una responsabilità, non solo nelle azioni di governo, ma anche nei comportamenti quotidiani e nei luoghi in cui viviamo, lavoriamo e costruiamo relazioni. La risposta alle ondate di violenza e prevaricazione che investono le persone più fragili non può essere soltanto la denuncia ma deve essere, innanzitutto, l’educazione. È questa la sfida che lanciamo oggi con la Scuola d’Amore e su cui, da domani, lavoreremo con ancora più determinazione”.
“Scuola d’Amore nasce da un sogno ostinato che Donato portava dentro ogni sua scelta: una politica capace di prendersi cura anche di ciò che non si vede. Delle emozioni che non sappiamo nominare, delle paure che diventano pregiudizi, delle relazioni nelle quali impariamo, oppure dimentichiamo, il significato della libertà. E trovo profondamente significativo che questa idea prenda vita proprio mentre c’è ancora chi considera l’educazione affettiva una minaccia anziché una responsabilità collettiva. Sono felice e grata che il presidente Decaro abbia scelto di dare forma a questa intuizione facendone un’esperienza viva, libera, capace di mettere in discussione anche noi adulti, le nostre contraddizioni, le nostre responsabilità. E ringrazio l’assessora Miglietta, il vicepresidente Casili, Valentina Romano e Annibale d’Elia per averci messo il cuore e la faccia. Donato non ha mai pensato che il compito della politica fosse lasciare un segno di sé, era convinto che fosse lasciare alle persone qualcosa che prima non avevano: un diritto, una possibilità, una libertà in più. E forse è proprio questa, oggi, la cosa più rivoluzionaria che possiamo fare con la sua idea, renderla così capace di appartenere agli altri che un giorno potrà continuare a fiorire anche nella vita di chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo” - ha aggiunto Alessandra Caiulo, giornalista e compagna di Donato Metallo.
Il programma si sviluppa attraverso percorsi distinti ma complementari, costruiti in relazione ai territori e ai destinatari coinvolti.
L’Università di Bari Aldo Moro e l’Università di Foggia promuovono attività rivolte principalmente agli enti del Terzo settore impegnati nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, con particolare attenzione ai centri antiviolenza, ai centri di ascolto e ai servizi rivolti agli uomini autori di violenza. Il percorso comprende laboratori dedicati all’immaginazione sui corpi e alla scrittura d’esperienza, affiancati da una rassegna di teatro antidiscriminatorio. Le pratiche di autocoscienza e la sperimentazione scenica diventano strumenti per interrogare gli stereotipi, approfondire il rapporto tra corpo, identità e società e aprire spazi di confronto sui meccanismi della discriminazione.
L’Università del Salento sviluppa invece un percorso rivolto principalmente alle scuole secondarie di secondo grado di Lecce e provincia, attraverso un cineforum che utilizza il cinema come occasione di approfondimento e discussione. Le proiezioni, accompagnate da introduzioni e momenti di confronto con esperte ed esperti, affrontano temi quali l’educazione affettiva ed emotiva, la parità di genere, la decostruzione degli stereotipi, il linguaggio inclusivo e la gestione non violenta dei conflitti.
La collaborazione tra gli atenei consente così di raggiungere pubblici differenti, dagli operatori e dalle operatrici dei servizi territoriali alle comunità studentesche, fino alla cittadinanza coinvolta nelle iniziative culturali aperte al pubblico.
Le attività si svolgeranno tra l’autunno 2026 e l’inizio del 2027, interessando Bari, Taranto, Foggia, Mola di Bari, Manfredonia, Lecce e Calimera, secondo il calendario previsto per ciascun percorso. Le iniziative teatrali aperte alla cittadinanza saranno a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
Con Scuola d’Amore, la Regione Puglia rafforza il ruolo della formazione e della produzione culturale nelle politiche di prevenzione, promuovendo un’azione che affianca alla tutela delle persone un lavoro più profondo sui linguaggi, sugli immaginari e sulle relazioni. Perché contrastare la violenza significa anche creare le condizioni affinché ogni persona possa riconoscersi libera, rispettata e legittimata a vivere la propria identità senza paura.
Si allegano i programmi
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Lavoro, Istruzione e Formazione
Welfare, Diritti e Cittadinanza
2026
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Dipartimento Welfare
Puglia Culture
Cristian Casili
Silvia Miglietta
Pubblicato il 14 ottobre 2026